Scorte esaurite.
Le cose che amo: Le donne, la vita bella, il mondo giusto, la gente buona, mangiare bene, viaggiare, la bella musica, l arte, la comunicazione, il computer
Le cose che non sopporto: Le donne che se la tirano, le ingiustizie, gli sbruffoni, quelli che sanno tutto, la superficialità, la petulanza, la falsità
Ricordare sempre
"Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza" (B. Franklin)
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Bene.
Dopo otto anni è arrivato il momento di farmi da parte.
Ringrazio e abbraccio le persone che in questi anni mi hanno dato molto e alle quali spero di essere riuscito a dare qualcosa di positivo anch'io.
Non so se, da qui a qualche mese, questo sito cambierà (nè come, nè quanto).
Ciao
M.
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Progetto emoticons :-(
PROGETTO EMOTICON? NO GRAZIE!!!
Il Comune di Reggio Emilia, insieme ad altri enti pubblici in tutta Italia, ha cominciato la sperimentazione del cosiddetto “PROGETTO EMOTICONS” che prevede la possibilità per l’utenza di esprimere un giudizio sulla pubblica amministrazione, su ogni pratica, su ogni pubblico dipendente, attraverso un meccanismo elettronico con le faccette di internet: verde (giudizio positivo), faccina gialla (neutro) faccina rossa (negativo).
Il progetto nella nostra regione è stato attivato anche al comune di Parma e all’INPS di Bologna mentre
Come R.d.B./C.U.B. riteniamo inaccettabile questa operazione che da una parte prende in giro gli utenti e i cittadini che, tenuti all’oscuro sulle reali cause delle inefficienze dei servizi pubblici, sono chiamati ad esprimere un giudizio soggettivo senza alcun tipo di competenza in merito al lavoro che l’impiegato in quel momento sta svolgendo mentre dall’altra colpisce la dignità dei lavoratori collocandoli in una situazione psicologica subalterna senza alcuna possibilità di verifica e contraddittorio e con la minaccia concreta di una riduzione del salario se non addirittura del loro stesso licenziamento in caso di giudizio negativo.
Oggi c’è una sperimentazione in atto, se non ci mobilitiamo per farla fallire domani toccherà a tutti noi subire questo genere di ricatti.
Il tentativo è chiaramente quello di fare pagare ai lavoratori le carenze dell’Amministrazione nei confronti dell’utenza, a cominciare dagli organici che si fanno ogni giorno più scarsi.
Oltretutto, e qui al danno si aggiunge la beffa, sono proprio quelle carenze a cui tutti noi cerchiamo quotidianamente di mettere rimedio come meglio possiamo, consapevoli non solo di quello che sia il nostro dovere, sia come cittadini che come semplici esseri umani, ma anche del fatto che noi la nostra faccia la stiamo già mettendo regolarmente in gioco.
Purtroppo è trasparente come dietro tutti questi attacchi ai dipendenti pubblici si nasconda in realtà la precisa volontà di smantellare ciò che è pubblico (ovvero di tutti) per trasformarlo in privato (ovvero di qualcuno che poi ci potrà lucrare a piacimento).
I lavoratori dell’INPS di Bologna hanno già disinnescato questa minaccia al servizio pubblico spiegando tutto questo agli utenti, che si sono rifiutati di prendere parte alla farsa delle faccine.
RESPINGIAMO QUESTO ATTACCO ALLA DIGNITA' DEI LAVORATORI
RESPINGIAMO UN PROGETTO DANNOSO E INUTILE
PARTECIPIAMO AL
PRESIDIO
SABATO 30 MAGGIO DALLE ORE
PER IMPEDIRE QUESTA ENNESIMA PROVOCAZIONE AI DANNI DEI DIPENDENTI PUBBLICI.
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Se l'uomo morde il cane (2)
«Il dibattito sulla bioetica senza preconcetti religiosi». Tensione nella maggioranza.
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Quanta ipocrisia
L'ipocrisia e la retorica generano indifferenza.
E questi qui hanno capito benissimo quali sono le leve che devono usare, per tenere imbrigliato il popolo:
per ogni cosa che fanno o che dicono, qualcuno sarà contento e qualcun altro sarà scontento.
Sicchè, con questo giochino sono riusciti a rompere la catena della solidarietà, perchè sono riusciti a mettere il pubblico contro il privato, il nord contro il sud, l'italiano contro lo straniero, lo straniero regolare contro quello irregolare, gli uomini contro le donne, le donne belle contro quelle brutte, chi lavora contro chi "si arrangia"... e ciascuno, non ricevendo solidarietà dagli altri gruppi sociali, tende a "ripagare con la stessa moneta" l'indifferenza che riceve... il vecchio trucco del "dividi e impera"!
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Se l'uomo morde il cane
Ma è possibile che, ancora una volta, io debba ascoltare da FINI le uniche cose di sinistra in Italia?
E' di oggi la lettera del Presidente della Camera a Maroni in cui fa notare l'incostituzionalità della norma secondo cui i presidi sarebbero tenuti a denunciare gli studenti figli di immigrati clandestini...
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Veronica
Il privato è di nuovo politico?
Secondo voi, è giusta e fa bene all'Italia questa grancassa mediatica sulla vicenda coniugale del Premier e di sua moglie Veronica?
I miei 2 centesimi: SI', è giusto che se ne parli, perchè in qualche modo, le prese di posizione di Veronica Lario sono quelle che tutti gli Italiani dovrebbero prendere, quando lei dice: "l'Italia del momento è uno specchio che riflette brutte cose: genitori pronti a chiudere tutti e due gli occhi purché la figlia diventi una Velina, ragazzi convinti che la vita valga solo se partecipi al Grande Fratello"... ecco, Veronica, credo, sta divorziando non solo da Silvio Berlusconi, ma da un modo di concepire la società profondamente sbagliato e che sta abbacinando la vista e la mente di troppa gente qui da noi...
Unica cosa, ovviamente la signora ne ricaverà "ricchi alimenti" con cui consolarsi e rinvigorirsi per perorare questa battaglia etica...
Cosa ne pensate voialtri?
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Troppo tardi
ROMA - La condanna è stata eseguita. Delara Darabi, la pittrice di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003, quando aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. E' stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici. E senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia, secondo quanto spiega Mohammad Mostafaei, un avvocato attivo nel campo dei diritti umani, citato dal sito di Iran Human Rights.
LE ULTIME DRAMMATICHE PAROLE - Mostafaei scrive in una lettera: «La madre di Delara ha incontrato la figlia in prigione appena ieri. La ragazza è apparsa di buon umore, ma questa mattina Delara ha telefonato a sua madre: "Stanno per impiccarmi adesso, per favore aiutatemi, ditegli di non farlo!". Improvvisamente qualcuno ha strappato la cornetta a Delara e ha detto a sua madre: "Uccideremo tua figlia ora, non c’è niente che tu possa fare per impedircelo"». Dunque la donna è stata impiccata nonostante un movimento di pressione internazionale che raccoglie attivisti per i diritti umani di varia provenienza avesse ottenuto un rinvio dell'impiccagione. Si era parlato di una dilazione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile nella quale era stata fissata inizialmente l'esecuzione. Invece il boia ha atteso solamente dieci giorni, poi ha calato il cappio.


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25 Aprile
«Il 25 aprile è di tutti gli italiani». E' quanto scrive XXXXXXXX in un articolo che comparirà su YYYYYYYY.
XXXXXXXX sottolinea come quella di sabato debba essere «la festa della libertà di tutti gli italiani, senza ambiguità, senza reticenze, senza "se" e senza "ma"».
L'articolo, che compare sotto una bandiera della pace e a fianco di un intervento di Fausto Bertinotti, si concentra sulla stagione della guerra civile, «che fu tale non solo perché vide gli italiani combattersi su fronti opposti, o perché fu caratterizzata da innumerevoli efferatezze e crudeltà, non solo perché produsse lacerazioni profonde nel Paese».
Secondo XXXXXXXX si deve parlare di guerra civile perché mise in atto uno scontro «frontale tra due diverse idee di nazione». «L`una - osserva XXXXXXXX - nutrita dal nazionalismo fascista conduceva all`espansionismo, al razzismo e all`annullamento dei diritti dell`uomo. L`altra, indissolubilmente legata ai valori della libertà e della democrazia, portava alla costruzione di una nuova stagione di progresso civile per l`Italia. E non c`è dubbio che l`idea "giusta" fosse la seconda», perché «da allora non fu più possibile pensare la Patria separatamente dalla democrazia».
Indovinate chi l'ha detto...
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Saggezza popolare
Ogni mattina un navigatore si sveglia e invia una query sbagliata a Google, ottenendo come risultato una pagina pescata randomicamente nell’universo delle pagine web.
Ogni mattina un webmaster si sveglia e, guardando le statistiche del proprio sito, si domanda cosa diavolo passa per la testa dei navigatori quando devono cercare qualcosa su Google.
Non importa che tu sia un navigatore o un webmaster, o entrambi… l’importante è ricordarsi che da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che osserva le minchiate che fai!
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