Scorte esaurite.
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Energia: Google investe 10 milioni di dollari nel calore della Terra
Google investirà più di dieci milioni di dollari nel geotermico. Lo sforzo economico fa parte del più ampio progetto di investimenti nelle energie rinnovabili attraverso Google.org, la controllata di Mountain View che opera nella filantropia con l'obiettivo di rendere «l'elettricità prodotta con le energie rinnovabili più economica di quella derivata dal carbone».
Il progetto, indirizzato allo sviluppo di una tecnologia chiamata Enhanced geothermal systems (Egs), si differenzia molto dal geotermico che conosciamo. L'Egs, anche detto geotermico «artificiale» o di terza generazione, richiede lo sviluppo di tecnologie d'avanguardia (si veda il video con il funzionamento). Al posto di sfruttare il calore della Terra a poche centinaia di metri nel sottosuolo, in questo caso la profondità da raggiungere è di qualche chilometro. Il vapore viene prodotto gettando dell'acqua sulle rocce sotterranee incandescenti. Questo mette in movimento una turbina che produce energia elettrica. Secondo un recente rapporto del Mit (citato da Google) il 2% del calore che si trova tra i 3 e i 10 chilometri di profondità sotto il continente americano, se sfruttato, potrebbe produrre un'energia 2500 volte più abbondante di quella necessaria per ricoprire il fabbisogno energetico del Paese.
L'investimento di Google (10,25 milioni di dollari) - mirato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie in grado di raggiungere un obiettivo tanto ambizioso - verrà così ripartito: 6,25 milioni di dollari ad AltaRock Energy, 4 miliioni di dollari per Potter Drilling e 489.521 dollari destinati al laboratorio di geotermia della Southerm Methodist University.
(fonte: www.ilsole24ore.com del 20/8/2008)
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Happy Days
che mito...

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Satyagraha

IL TEMPO DI GANDHI
• Mohandas Karamchand Gandhi nasce a Porbandar, in India, il 2 ottobre 1869.
• Dal 1927, dopo aver guidato le lotte per l’indipendenza del Paese, sarà acclamato dagli indiani come il Mahatma, la grande anima.
• Laureato in Giurisprudenza a Londra, viene chiamato in Sudafrica alla fine dell’800 per difendere una ditta indiana. Sarà un esperienza decisiva: scopre l’apartheid e la discriminazione razziale dei lavoratori indiani.
• Sempre in Sudafrica fonda “Indian Opinion”, un quotidiano, consapevole della potenza della comunicazione e della necessità di utilizzare i mezzi più moderni.
• Nel 1914 torna in Inghilterra. Allo scoppio della guerra, la sua vocazione pacifista lo porta a lavorare come barelliere. L’anno successivo torna in India, dove nel porto di Bombay viene acclamato come eroe nazionale.
• Fin da subito, risveglia l’identità indiana e sarà promotore della "satyagraha", la disobbedienza civile e pacifica, come arma per l’indipendenza.
• Le violente repressioni britanniche fanno scatenare vendette sanguinose. Gandhi, per fermare le violenze, userà il digiuno come forma di protesta, e ogni volta bollerà la violenza come malefica e ingiustificabile.
• Gandhi era contro l’esclusione dei fuori casta, i poveri considerati nella cultura hindu dei predestinati a ruoli umili e ritenuti infetti di natura. Nei rapporti con le altre religioni fu sempre aperto, in particolare con i musulmani che in India rappresentavano una porzione importante della popolazione.
• Nel 1921 si ritira dalla vita politica e concentra i suoi sforzi più per una riforma spirituale dell'India che per ottenerne l'indipendenza.
• Nel 1942 invita gli indiani a una ribellione non violenta contro i britannici che hanno cercato di spaccare il paese tra hindu e musulmani. La dichiarazione è nota come “quit India” lasciate l’India.
• Gandhi viene assassinato nel 1947. Le ultime sue parole sono state “Oh Dio”.
CONTESTO STORICO
• La vita di Gandhi attraversa un mondo in trasformazione.
La prima guerra mondiale è considerata, da gran parte degli storici, come una competizione tra potenze coloniali. La Germania per esempio puntava a sottrarre a Belgio e Francia gran parte delle colonie africane e asiatiche. L’impero ottomano, ormai in crisi, faceva gola a molti.
• Contemporaneamente - in Europa la rivoluzione russa e in America quella messicana - segnarono l’emergere di rivendicazioni sociali contro le potenze straniere e il dominio indiscriminato dei feudatari e dei grandi latifondisti.
Al primo conflitto parteciparono direttamente cittadini delle colonie. Al termine della guerra tornati in patria portarono un’eredità di conoscenze di altri mondi e un senso d’identità molto forte.
• Negli anni tra le due guerre si diffusero quelli che allora erano modernissimi mezzi di comunicazione: la radio prima di tutto, ma anche il grammofono, che permetteva di avere musica a comando, una vera rivoluzione.
Iniziano intanto a svilupparsi i movimenti anticoloniali. Nel 1919 si tenne a Parigi il primo congresso panafricano. Ed è proprio tra il 1919 e il 1920 che il Mahatma Gandhi si afferma in patria e nel mondo come una figura di riferimento. La lotta indiana per l’indipendenza e la giustizia è presa come simbolo da molti paesi colonizzati.
• Con la seconda guerra mondiale il colonialismo dovrà fare i conti con l’impossibilità di mantenere un controllo ferreo sulle colonie. Molti i movimenti nazionalisti, che nella rivendicazione dell’identità culturale, ormai non più considerata inferiore a quella dei paesi colonizzatori, trovano un cardine per dare il via a rivendicazioni indipendentiste.
• Quando Gandhi pronuncia nel 1947 il suo discorso “One World”, il mondo sta assistendo alla spaccatura tra i due blocchi, sovietico e statunitense e al sorgere di movimenti indipendentisti armati.
• Tra chi seguì le sue orme, ricordiamo Martin Luther King, leader nero pacifista, che guidò la lotta per l’emancipazione degli afro-americani.
(dal sito www.avoicomunicare.it dove potete trovare il testo integrale del discorso, che trovate anche nel blog di cl@ )
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Mare
Un saluto da Mondragone (per chi ha visto Gomorra, è la spiaggia della scena finale del film...) ![]()
... e praticamente niente spazzatura!!! ![]()
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Lavori di riqualificazione in via Compagnoni
I lavori, curati da Acer Reggio Emilia, saranno completati entro il 2011 e prevedono il miglioramento delle condizioni di salubrità e sicurezza dell’intero quartiere
REGGIO EMILIA, 31 LUG. 2008 - Il quartiere di edilizia residenziale pubblica di via Compagnoni è oggetto da qualche anno di un articolato progetto di riqualificazione che ha lo scopo di dare un nuovo volto urbanistico e sociale all’intera area.
Il progetto prevede complessivamente la demolizione di 22 fabbricati, caratterizzati da bassi standard qualitativi, realizzati nel decennio 1955-1965.
L’intervento, voluto dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e avviato da Acer nel novembre 2004, sarà completato nel 2011 e prevede il miglioramento delle condizioni di salubrità e sicurezza dell’intero quartiere, l’implementazione delle aree di verde pubblico e delle infrastrutture a servizio dell’area, il riassetto della viabilità e dei sistemi infrastrutturali, la riconfigurazione delle tipologie residenziali esistenti e la riduzione dei consumi energetici su tutta l’area.
I nuovi edifici, che saranno realizzati secondo criteri di biocompatibilità ed ecosostenibilità, avranno elevati standard di comfort e sicurezza, e consentiranno una sensibile riduzione delle spese di gestione dovuta a un minor consumo idrico e energetico. Tutti gli appartamenti, inoltre, saranno predisposti per l’installazione di sistemi domotici per facilitare le persone con disabilità e gli anziani.
Da alcuni giorni sono quindi iniziati i lavori di demolizione, compresi nel secondo, terzo e quarto stralcio, che prevedono l’abbattimento, entro il mese di agosto, di sei edifici, per un totale di 104 alloggi.
I lavori, curati da Acer Reggio Emilia, si stanno svolgendo secondo un piano di sicurezza organizzato che prevede l’utilizzo di ditte specializzate nello smaltimento dei diversi tipi di rifiuti compresi quelli speciali, come l’amianto presente nelle canne fumarie e la lana di roccia dei sottotetti.
Al fine di garantire il minor disagio possibile ai residenti della zona circostante agli edifici soggetti alle demolizioni, Acer Reggio Emilia effettua un monitoraggio giornaliero della situazione lavori, per verificare la correttezza delle operazioni e il rispetto delle normative relative alla sicurezza e alla salute pubblica.
Acer invita i Cittadini del quartiere a rivolgersi direttamente all’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico di Acer, in via della Costituzione 6 a Reggio Emilia, o di telefonare al n. 0522.236666 per eventuali segnalazioni o avere maggiori informazioni.
Per informazioni:
ACER Reggio Emilia
Infocasa - Ufficio per le Relazioni con il Pubblico
via della Costituzione, 6 - Reggio Emilia
da lun. a ven. dalle 11.00 alle 12.45
mart. dalle 15.00 alle 17.00
tel. 0522.236666
Fax. 0522.236699
urp@acer.re.it
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La compagnia
finchè ho sentito cantare in un bar...
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Buonanotte fiorellino
gli uccellini nel vento non si fanno mai male
hanno ali più grandi di me...
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Il bacio sulla bocca
Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.
Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.
Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò
Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.
Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.
Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).
Bella,
che ci importa del mondo.
Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.
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Un vigliacco
o un uomo nuovo....
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